Feb16
In via di sviluppo
Persone o Comunità, pochi o tanti, neri o bianchi, in pianura o in montagna, tutti siamo e dovremmo sentirci “in via di sviluppo”.
La Parrocchia ha il compito di aiutarci, con i programmi che vengono dai tempi liturgici e dai segni dei tempi.
A noi cristiani sono richieste oggi capacità, competenze, idoneità speciali, perché il mondo degli indifferenti è esteso e quello dei contrari molto agguerrito e tutti insieme fanno cultura.
Purtroppo la formazione è rifiutata, dilazionata e per questo la qualità della vita cristiana è scadente e la nostra presenza inefficace. Anche per questo mancano le vocazioni in quasi tutti gli ambienti.
La generosità dei primi Apostoli che desta meraviglia, non è improvvisa né ingenua, viene da una preparazione alla scuola di Giovanni Battista, soprattutto viene da un sogno/desiderio/attesa che è dentro di loro e – naturalmente – da una illuminazione interiore.
Tutto questo suppone un’educazione, un accompagnamento per poter riconoscere e apprezzare la chiamata di Dio.
C’è una scusa, usata per sottrarsi all’impegno: Siamo in pochi, non vale la pena!
Ma nei paesini si difendano a denti stretti le scuole con pochissimi alunni e pluriclasse, perché – si sa - perdere la scuola non è indifferente …
Nella formazione cristiana è in gioco la qualità della vita – personale comunitaria - e anche la salvezza di ciascuno.
La Parrocchia ha il compito di aiutarci, con i programmi che vengono dai tempi liturgici e dai segni dei tempi.
A noi cristiani sono richieste oggi capacità, competenze, idoneità speciali, perché il mondo degli indifferenti è esteso e quello dei contrari molto agguerrito e tutti insieme fanno cultura.
Purtroppo la formazione è rifiutata, dilazionata e per questo la qualità della vita cristiana è scadente e la nostra presenza inefficace. Anche per questo mancano le vocazioni in quasi tutti gli ambienti.
La generosità dei primi Apostoli che desta meraviglia, non è improvvisa né ingenua, viene da una preparazione alla scuola di Giovanni Battista, soprattutto viene da un sogno/desiderio/attesa che è dentro di loro e – naturalmente – da una illuminazione interiore.
Tutto questo suppone un’educazione, un accompagnamento per poter riconoscere e apprezzare la chiamata di Dio.
C’è una scusa, usata per sottrarsi all’impegno: Siamo in pochi, non vale la pena!
Ma nei paesini si difendano a denti stretti le scuole con pochissimi alunni e pluriclasse, perché – si sa - perdere la scuola non è indifferente …
Nella formazione cristiana è in gioco la qualità della vita – personale comunitaria - e anche la salvezza di ciascuno.


