Parrocchia dei Santi Martino e Maria Maddalena

Apr18

Dopo un lungo e nevoso inverno...

Dopo un lungo e nevoso inverno...
Dopo un lungo e nevoso inverno, il ritrovarsi è segno di “avercela fatta”, anche sta volta, e aver comprovato che il vivere qui è difficile ma anche bello, straordinariamente bello e se sapremo sfruttare questa esperienza potrebbe divenire perfino “di profitto”.

Ora, ci sembra di risuscitare, di riprendere a vivere, poco a poco, ogni giorni di più, in attesa della tarda primavera, coi suoi fiori e terre calde da seminare. Anche per lo Spirito c’è attesa di Risurrezione, di Pasqua.
In che consiste?
L’anno scorso, di questi tempi, stavamo aspettando il “cambio ai vertici” – così come si suol dire - della Chiesa.
E arrivò Papa Francesco e tutto parve cambiare d’incanto: dal nome al primo saluto; dalla tinta delle scarpe alla Croce di metallo “vile”; dall’appartamento in Santa Marta allo IOR.

Poco informati sullo stile di vita personale dei Papi anteriori, il vedere e constatare queste novità, il Papa ci è parso più vicino, più d’accordo alle esigenze dei tempi, “uomo come noi”, soprattutto con uno stile di vita “ da povero”, insomma: il Papa che ci voleva, per affrontare quelle situazione difficili nelle quali la Chiesa si trova e per le quali è anche duramente attaccata.

In quell’entusiasmo, ci siamo rapidamente scordati del significato e valore di quel gesto di rinuncia – vera e propria francescana spogliazione, per amore della Chiesa “per non poterla più servire con l’energia necessaria”.

E trascinati dal vortice della stampa nostra e degli altri quasi uscissimo finalmente da un periodo tenebroso di vita ecclesiale - ci siamo dimenticati di quei Papi, alcuni a noi abbastanza vicini, che, incuranti del color delle scarpe, delle Croci e preziosità dei paramenti liturgici, si sono santificati, servendo il popolo di Dio, portando la loro Croce (preziosa!) del servizio e della sofferenza, al seguito di Gesù Cristo, nelle mitiche stanze del Palazzo apostolico: tra questi, i prossimi due: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

…da allora a oggi è passato un anno!
“L’anno che ci ha cambiato” - lo definisce Famiglia Cristiana.
Ottimismo eccessivo? A me, parroco di periferia, pare proprio di sì. I cambi ai vertici non producono automaticamente cambi alla base, semmai dovrebbero generare, promuovere piani di rinnovamento condivisi, ma, tra noi, qui, le situazioni sono tali, che ci riteniamo “così cristiani, che meglio non si può”.

Diversamente, saremmo inquieti, alla ricerca di idee e forze nuove, per cambiare, anche noi, nel nostro piccolo! Lo Spirito della Pasqua imminente ci smuoverà dalle nostre posizioni?
Lo speriamo e ce lo auguriamo e la preghiera ce l’ottenga!


Buona settimana a tutti.